- Altezza della Ripresa: si riferisce alla posizione verticale della macchina da presa[4] rispetto al soggetto[5].
- Inquadratura dall’alto (Plongée[6]): la macchina da presa è posizionata più in alto del soggetto e punta verso il basso. Spesso ha la funzione di “schiacciare” il personaggio, facendolo apparire piccolo e impotente, o di esprimere un senso di oppressione interiore. Se la cinepresa è in perpendicolare sul soggetto o sull’ambiente, si parla di inquadratura[7] a piombo.
- Inquadratura dal basso (Contro-plongée[8]): la macchina da presa è posizionata più in basso del soggetto e punta verso l’alto. Questa tecnica serve a enfatizzare il soggetto, mitizzando il personaggio e ingigantendone l’importanza all’interno della scena. Se la macchina da presa punta verso l’alto con l’asse in perpendicolare da terra o da una buca, si parla di inquadratura supina.
- Angolazione della Ripresa: indica la posizione orizzontale della macchina da presa rispetto al soggetto.
- Frontale: la macchina da presa è posta direttamente di fronte all’attore, perpendicolare al suo corpo. Offre una visione completa dei lineamenti del volto e della gestualità, avvicinandosi all’interazione umana reale.
- Tre Quarti: utilizzata principalmente nei dialoghi a due, inquadra il volto del personaggio in modo che un quarto di esso sia coperto.
- Quinta: in alcuni dialoghi a due, l’interlocutore è mantenuto in campo, ma si vede solo una parte della sua nuca. Mantenere il volto nascosto annulla l’identità fisica e psicologica del personaggio.
- Laterale: solo metà del volto del personaggio è visibile. Usata per seguire un personaggio in movimento o per ridurre il legame emotivo dello spettatore non mostrando le sfumature espressive.
- Inclinazione della Ripresa: dipende dal rapporto tra la base della cinepresa e la linea d’orizzonte della scena.
- Normale: la base dell’inquadratura è parallela alla linea d’orizzonte.
- Obliqua (Dutch Angle[9]): la base dell’inquadratura diverge dall’orizzonte, pendendo a sinistra o a destra. Questa rotazione crea un’immagine irreale e disorientante, caricata di significato, spesso negativo, associata a malessere o a un lato misterioso del personaggio. Se l’angolo arriva a 90°, si parla di inquadratura verticale, e se l’immagine è capovolta, di rovesciamento.
Definisce la posizione della macchina da presa sull'asse verticale rispetto al soggetto, ovvero l'orientamento (tilt) verso l'alto o verso il basso. Questa è una delle scelte registiche con il più forte impatto psicologico, poiché altera direttamente le dinamiche di potere percepite. Un'inclinazione normale (ad altezza occhi) crea parità; un'inclinazione verso il basso genera una plongée ; un'inclinazione verso l'alto genera un contro-plongée .
Unità narrativa fondamentale del film che si svolge in un unico luogo e in un tempo continuo; ogni cambiamento di location o di tempo richiede la creazione di una nuova scena (e relativa intestazione).
Indica la prospettiva spaziale e percettiva da cui l'inquadratura è ripresa. Determina l'angolazione, l'altezza e l'inclinazione della macchina da presa rispetto al soggetto, influenzando l'orientamento e l'identificazione dello spettatore.
Apparecchiatura utilizzata per registrare le immagini in un film o in una produzione video. Essa comprende il corpo principale della macchina, l'obiettivo, i meccanismi di registrazione e altri accessori necessari per catturare le immagini.
Un breve testo che riassume l'idea centrale e la trama di un film. Descrive in sintesi i personaggi, l'ambientazione, il conflitto principale e l'evoluzione della storia. Serve a presentare il nucleo narrativo a produttori e registi, fornendo la base da cui si svilupperanno successivamente il trattamento e la sceneggiatura definitiva.